CULTURA: A NAPOLI DIALETTO E CUCINA AL MUSAP, 25 MAGGIO

Testata indipendente registrata al Tribunale di Napoli n.14 del 10/02/2014

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CULTURA: A NAPOLI DIALETTO E CUCINA AL MUSAP, 25 MAGGIO

“Dialetto e cucina” è il nono e ultimo appuntamento degli “Incontri sul dialetto”, curati dal Comitato scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano e organizzati dalla Fondazione Campania dei Festival.

professoressa Lucia Buccheri

Lunedì prossimo 27 maggio alle 16 al MUSAP-Fondazione Circolo Artistico Politecnico ETS di Piazza Trieste e Trento a Napoli (Palazzo Zapata), il professor Sergio Lubello (Università degli Studi di Salerno), la professoressa Lucia Buccheri (Università degli Studi di Napoli “Federico II”) e il professor Francesco Cotticelli (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), proporranno al pubblico un menu ricco di legami tra storia culturale e gastronomia, attraverso la convivenza armonica tra tradizioni locali ed esogene.

professor Francesco Cotticelli

Un buffet ricco di portate dal quale attingere curiosità e informazioni. Non tutti sanno, ad esempio, che la parola maccheroni nel XIV secolo indicava una specie di gnocchi. Così come sarà interessante scoprire che la parola pizza, certamente la più diffusa al mondo, associa probabilmente una base mediterranea alla pronuncia dei Longobardi, prima di diventare un successo planetario grazie alla pizza Margherita, che il cuoco napoletano Raffaele Esposito dedicò alla prima regina d’Italia.

professor Sergio Lubello

Siamo in presenza, dunque, di un vero e proprio itinerario da gourmet, partendo da testi classici, come il quattrocentesco “De arte coquinaria” di Maestro Martino, e approdando alla svolta della “Scienza in cucina” (1891) di Pellegrino Artusi, considerato il Manzoni della lingua gastronomica italiana. Senza dimenticare, per quanto riguarda la Campania, Vincenzo Corrado, Michele Somma, Francesco Palma e soprattutto Ippolito Cavalcanti, autore di “Cucina teorico-pratica”, opera di enorme successo che conteneva, fin dalla sua prima edizione, pubblicata nel 1837, una sezione in dialetto napoletano nella quale trovavano spazio ricette in uso presso una larga parte di popolazione. Molte delle quali, con tratti di modernità, fanno parte ancora oggi della nostra cucina. Un ponte tra passato e presente, all’insegna della buona tavola. Elemento fondamentale nell’esistenza di ognuno di noi. Perché, per citare Artusi, sentire al risveglio il bisogno di cibo è «indizio certo di buona salute e pronostico di lunga vita».

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