Enrico Cassia precursore dell’Architettura Ecosostenibile, giramondo e artista di successo

Testata registrata al Tribunale di Napoli 10/02/2014

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Enrico Cassia precursore dell’Architettura Ecosostenibile, giramondo e artista di successo

E’ stato, per la nostra redazione, gran privilegio incontrare e ascoltare l’insignito professore, architetto Enrico Cassia, fra i più apprezzati e richiesti professionisti nel campo della progettazione architettonica, dell’urbanistica e del restauro monumentale in Italia e all’estero.

Enrico Cassia in Antartide

Oltre ad essere precursore insignito dell’architettura eco-sostenibile il professor Enrico Cassia, è infaticabile viaggiatore per motivi professionali ma anche per quelli antropologici e socio-culturali alla ricerca costante di nuovi orizzonti. Dopo il diploma del liceo artistico ha insegnato disegno e storia dell’arte e, conseguita la laura in architettura presso l’università di Roma, è assunto dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali del Lazio dal 1969 al 1985 con l’incarico di esprimere pareri di competenza per i piani urbanistici e l’elaborazione di alcuni piani paesistici per le zone vincolate a norma della legge 1497/39. Nel 1974 la Direzione Generale del demanio, gli affida la ristrutturazione del piano sottotetto abitabile e dell’altana del Palazzo Antici Mattei. A lavori effettuati, è stato insignito con la relativa concessione affidatagli come studio professionale: “Istituto di studi per l’assetto urbanistico e storico ambientale del territorio”.

Antartide

Nel 1980 il Ministero dei Lavori Pubblici nomina Cassia consulente per le indagini concernenti l’accertamento dei danni del terremoto in Irpinia. Al contempo insegna Urbanistica presso la facoltà di Architettura ad interim con il professor Eugenio Maria Rossi, titolare della relativa cattedra. Tra il 1985 e il 1989 svolge presso l’Istituto Centrale del Restauro ricerche nel campo della legislazione storico-ambientale con varie pubblicazioni. Per quanto riguarda l’attività professionale collabora dal 1990 con diversi studi per progetti di pianificazione urbanistica e di alcuni centri storici per poi creare un proprio studio dove realizza numerose opere in Italia e all’estero.

Copertina del CD

Copertina del CD “Enrico’s Greatest Hits” dedicato a Giovanna

In Italia, Cassia partecipa alla progettazione e alla realizzazione di alcune strutture per il Ministero dei Trasporti e dell’Aviazione Civile e della Giustizia. Nel campo del privato progetta e realizza numerosi edifici civili, arredamenti di molti locali commerciali e studi professionali. All’estero progetta strutture e impianti per la Technipetrol in Libia, Iraq e Portogallo, impianti per prodotti caseari in Romania, alcune strutture del porto di Beirut e recentemente un intervento finalizzato al risanamento di alcuni edifici di Budapest.

Inoltre il professor Enrico Cassia, com’è prerogativa delle intelligenze vive, oltre all’attività di architetto, si dedica con successo, anche alla pittura, alla poesia e alla musica, persino cantante di brani eseguiti con valenza professionale prevalentemente in lingua inglese fra cui sedici brani incisi nel CD dal titolo “Enrico’s Greatest Hits” dedicato alla sua Giovanna (nella foto di copertina). CD ascoltabile qui sotto.

Fra i tanti riconoscimenti di Cassia, emergono, quello straordinario della ricerca dell’Habitat e dell’Energia Solare ottenuto presso il Misawa Institute di Osaka in collaborazione con altri architetti, di socio onorario in difesa del territorio e ambiente Regione Lazio e di Accademico Tiberino.

Ingresso della Villa Cassia

Nonostante la sua carriera sia costellata di successi professionali Cassia, resta molto critico verso l’evoluzione dell’architettura e più ancora dell’Urbanistica come qui racconta: “Negli anni ’60 la scuola di Architettura era ancora del tipo “tradizionale” ma dopo il rinnovamento avvenuto nel 1968, si è sviluppato un percorso più sensibile alle problematiche sociali, proponendo agli studenti ricerche e progetti in tal senso”. “L’attesa continua Cassia – era quindi che soprattutto l’Urbanistica in Italia si sviluppasse finalmente con criteri ed esperienze europee secondo gli studi di Le Corbusier in primis e di Gropius, Aalto, Mies van der Rohe e altro”.

“Purtroppo – aggiunge Cassia – da noi è prevalso l’interesse dei privati e dei costruttori che hanno disatteso le speranze di dare un contenuto sociale ai nuovi interventi edilizi con la conseguenza di privare i cittadini di strutture adeguate come servizi pubblici, terziario, parchi pubblici, parcheggi”. Durante il periodo universitario, mi ricordo, ci hanno fornito alcune planimetrie dell’area compresa tra la via Portuense e il viale di Trastevere di Roma come territorio libero da qualificare”.

Soggiorno

In seguito invece, nonostante le nostre idee fossero in sintonia con il rispetto dell’impatto ambientale progettando complessi dotati di strutture moderne e funzionali, sono stati realizzati confusi e ossessivi edifici privi di alcun criterio architettonico, dando luogo a insiemi pressoché inabitabili”.

“Lo stesso è avvenuto soprattutto nelle zone periferiche creando quartieri sprovvisti di criteri socio-urbanistici, privi di molte condizioni necessarie per vivere e convivere in modo “dignitoso”. “Di conseguenza possiamo costatare che la “Disciplina Urbanistica” è da noi materia puramente teorica”. “Nonostante ciò, Roma, pur avendo subito rilevanti devastazioni, soprattutto nel secolo scorso, rimane la più importante e unica testimone della nostra storia plurimilionaria”. “Anche l’Archeologia, quale patrimonio umanitario, avrebbe la necessità di essere più rispettata dallo sviluppo urbanistico”.

Stanza della musica

A tal riguardo, malgrado Roma, abbia subito rilevanti devastazioni soprattutto nel diciannovesimo secolo sono stati realizzati numerosi pregevoli siti di alto contenuto storico-artistico”. “Possiamo comunque asserire che i nostri beni culturali sono invidiati in tutto il mondo e i nostri architetti sono molto richiesti all’estero”. Sul piano tecnico-ecologico speriamo che vengano ben presto accolte le proposte alternative all’impiego del petrolio per un’innovazione atta a creare un tipo di “mistura” che produca notevoli risparmi economici e nello stesso tempo salvaguardi l’ambiente: serenità, piacevolezza e conforto sono condizioni essenziali del buon vivere insieme“. “Restiamo fiduciosi che il futuro ci porterà molti elementi originali e innovatori”.

Personalmente posso asserire di non aver mai scelto per vivere abitazioni collocate in ambienti usuali, convenzionali, infatti, ho sempre perseguito la volontà di vivere adattando e/o ricreando ambientazioni non compromesse”! In questi ultimi cinquanta anni la mia scelta è stata di vivere nelle vicinanze della capitale: prima in una villa panoramica dei Castelli Romani, circondato dal verde, in seguito ho scelto una villa sulla scogliera nei pressi di Santa Marinella, dove è costante la presenza dell’acqua marina trasformandomi in “anfibio”. Ovviamente il carattere della residenza non poteva essere solo stagionale: doveva contenere elementi essenziali per poterla trasformare in un ambiente dotato di ogni confort, articolata su vari piani con molti servizi, riscaldamento e acqua calda ecologici, massimo grado di coibentazione per la tenuta della temperatura interna, sala per la musica e il cinema, possibilità di ricevere ed esporre tutto quanto portato dai miei viaggi”.

Vittorio Sgarbi in visita alla “Villa Cassia”

Il risultato è stato quello di proporre un luogo che, oltre a disporre delle varie necessità, fosse quello di proporre un esempio di attrazione e di coinvolgimento per le persone a me vicine”.

Posso con orgoglio poter dire che la mia “casa” è stata visitata anche da Vittorio Sgarbi, incuriosito da amici comuni del “prodotto Cassia”. “Riguardo ai viaggi, ricordo che da piccolo la mia famiglia mi portava spesso in giro per l’Italia per farmene conoscere la storia quindi: musei, chiese, monumenti, eccetera”.  “Non posso dire che per me fosse proprio divertente ma a 18 anni, quando ho cominciato a vagare da solo, patentato, con la mia piccola ‘500 ho visitato gran parte dell’Europa sia occidentale sia quella orientale (con tanto di cortina di ferro) e sulle orme dei miei genitori mi sono interessato all’architettura, all’urbanistica, ai centri storici ma anche alle tradizioni, alla cultura, agli usi e ai costumi”.  Sono poi uscito dai confini continentali toccando quasi tutte le estremità del globo dalle isole Svalbard (900 km dal polo nord) all’Antartide, primo turista italiano approdato in quel luogo”. “Ho traversato deserti in fuoristrada e moto enduro, distese ghiacciate in slitta e cani (Groenlandia), trekkings per centinaia di chilometri (Africa e Nuova Guinea, patria dei cannibali), scalato le montagne più alte: Himalaya (campo base Everest 5000 m.), Kilimangiaro (6000 m.) e la cima più alta americana l’Aconcagua (7000 m.).

Un terrazzo della Villa

Inoltre ho solcato quasi tutti i mari e oceani”. “Ho visitato centinaia di città e luoghi storici oltre a quelli naturali arrivando a conoscere più di 140 paesi“. “Posso asserire di essermi anche interessato a molti aspetti ambientali e culturali”.

A questo proposito ho raccolto una rilevante collezione di brani folkloristici che considero importante base dell’operatività dell’uomo ritenendo che la musica sia un’importante espressione di vivacità e comunicazione”. “Per terminare posso dichiarare che molte delle testimonianze illustrate sono state mostrate in televisione (Maurizio Costanzo Show e Alle Falde del Kilimangiaro)”. “In seguito ho creato l’associazione culturale “Andreina Cassia” dove pittori, artisti, scultori e musicisti espongono le loro opere”. “Attualmente collaboro con l’Associazione Culturale “Arte in Cammino” (secondo Vittorio Sgarbi la più importante privata in Roma) quale presidente della commissione giudicatrice insieme all’architetto Barbara Righetti e alla professoressa Maria Giovanna Uccellatore”. 

 

    

 

 

 

 

 

 

 

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