Intelligenza artificiale e pari opportunità, una sfida che parte da Napoli.
Intelligenza artificiale e pari opportunità. Napoli al centro dei temi connessi all’Artificial Intelligence.
L’autunno 2025 è iniziato con IDIA, evento a Città della Scienza dove, il 27 settembre scorso, politica e istituzioni hanno dialogato con esperti del settore. Una kermesse che, il giorno successivo, è proseguita con Campan-IA Next, esplorando da una prospettiva locale, il rapporto fra le nuove tecnologie e le barriere generazionali, sociali e culturali.
E poi, nel mese di ottobre, ecco Next Generation AI, campus tenutosi a Palazzo Reale, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: l’iniziativa, rivolta principalmente alle scuole, ha offerto esperienze immersive e spunti per la didattica.
“Le giovani generazioni vedono continuamente immagini generate con AI, testi elaborati con l’AI e addirittura ricevono consigli di vita da questi strumenti” è l’allarme lanciato in tal senso dall’on. Marianna Ricciardi, deputata del M5S, intervenuta proprio a Campan-IA Next in un panel sull’argomento.
C’è dunque bisogno di una formazione che coinvolga tutti e tutte: il cosiddetto “digital divide” penalizza però i giovani e le donne, delle quali meno del 30%, a livello mondiale, lavora in ambito scientifico e tecnologico. Un chiaro esempio dei bias, in inglese “pregiudizi”, sempre presenti nella storia dell’umanità e oggi declinati nel mondo AI e non solo.
La strada da percorrere è lunga, ma il punto di partenza resta l’istruzione, che deve allontanare le discriminazioni. La bussola per un futuro migliore è sicuramente l’Agenda 2030 che, tra i suoi obiettivi, evidenzia il ruolo della tecnologia – e dell’educazione ad essa – come un fattore determinante nel promuovere l’empowerment femminile e la crescita delle nuove generazioni.
Emanuele La Veglia

