Il Comandante Antonio Cuozzo eccellenza insignita della grande Marineria Italiana

Fra gli “Uomini di Mare” di forte spirito, distintisi per aver servito l’Italia con onore, disciplina e con massimo rigore professionale, eludendo ogni avversità e pericolo, c’è sicuramente il comandante Antonio Cuozzo, figlio dei signori Ciro Cuozzo e Assunta Ciaravolo, cugina diretta di Vincenzo Ciaravolo, “Medaglia d’Oro al Valore Militare”, per atto eroico compiuto il 21 ottobre 1940. (Targa sottostante) Cliccare sulle foto per ingrandire.

Se è vero che “Buon sangue non mente”, il comandante Antonio Cuozzo, nel corso della sua lunga carriera costellata da innumerevoli e talora turbinose navigazioni, annovera molteplici funzioni di grande responsabilità, con notevoli benemerenze e attestati di merito, sia in campo militare, sia civile.

Nato il 7 agosto 1927 a Portici – Napoli, nel cui capoluogo campano il nostro comandante risiede tuttora. Coniugato nel 1961 con la compianta signora Concetta Uccellatore (foto a sinistra) dalla quale ebbe tre splendide figlie.

Vediamo, in sintesi, le benemerenze e i meriti maggiormente rilevanti acquisiti durante la vita professionale e civile da Antonio Cuozzo: Capitano di lungo corso, Comandante, Capitano di Corvetta S.M. di complemento, Capo dei Piloti – Porto di Napoli, Giornalista pubblicista, corrispondente da Napoli, della rivista marittima bilingue di Genova “Tecnologie e Trasporti Mare” l’Automazione Navale.

Benemerenze e attestati di merito acquisiti in campo civile: giugno 1970, nomina a Cavalier Ufficiale al Merito del Presidente della Repubblica Italiana, 1994, onorificenza a Commendatore “Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, Nomina ad Accademico Tiberino dell’Accademia Tiberina (già Pontificia), attestato di benemerenza dell’Unione Ufficiali in congedo d’Italia UNUCI per cinquanta anni di appartenenza. Nominato aspirante guardiamarina, il 15/08/1948, fu imbarcato sulla corazzata Caio Duilio”. Nominato guardiamarina il 15/12/1948, fu assegnato, quale ufficiale osservatore al dragaggio, su navi militari della “31esima squadriglia dragamine” e in seguito imbarcato sulla nave Sibilla della “prima flottiglia corvette”, attrezzate per il dragaggio, e per oltre quindici mesi, dal 15/12/ 1948 al 10/ 03/ 1950, eseguendo le sue funzioni di osservatore partecipando al dragaggio di campi minati della Seconda Guerra Mondiale nel nord della Sardegna e dell’alto Adriatico. Tale periodo fu equiparato a navigazione in “tempo di guerra”, per l’alta pericolosità delle operazioni.

Corazzata Caio Duilio 1948

A questo punto, lo scrivente Salvatore Cuozzo, quale fratello ultimogenito del comandante Antonio  Cuozzo, ritiene utile raccontare, a futura memoria, il suo intero percorso professionale di “gran marinaio”, per mostrare che cosa significhi, essere o diventare un vero, responsabile, uomo di mare. Fin dall’inizio degli studi accademici il giovane studente Antonio Cuozzo si distingue per serietà, passione e dedizione massima. Doti, grazie alle quali, fu iscritto nelle matricole della Marina Mercantile Italiana.

Antonio con nostro fratello Gennaro e la moglie Sigrid

Dopo il diploma di “aspirante al comando di navi”, conseguito all’Istituto Nautico “Duca degli Abruzzi” di Napoli, il giovane ufficiale Antonio Cuozzo, fu arruolato quale iscritto di leva del Compartimento Marittimo – Napoli dal deposito dell’Accademia Navale. Dopo severa selezione. fu ammesso al 42esimo corso allievi ufficiali diplomati dello Stato Maggiore.

Il 15/01/1959, il mio caro fratello Antonio, è sottotenente di vascello e il 25/05/1976 Capitano di Corvetta cpl, anche per meriti speciali di pilotaggio nel porto di Napoli, acquisiti nel periodo della cosiddetta “Guerra fredda”.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale,  Antonio, lascia la Marina Militare e inizia la carriera su navi mercantili, nonostante l’estrema difficoltà di trovare imbarchi, dovuta alla decimazione della flotta commerciale affondata durante il disumano conflitto Nazi-Fascista con oltre settanta milioni di morti innocenti sacrificati per il “capriccio criminale” di Hitler e Mussolini.

Nave “Città di Siracusa”.

Dopo il periodo di servizio obbligatorio (da ottobre 1947 a marzo 1950) mio fratello fu imbarcato sulla corazzata “Caio Duilio“, in seguito su navi militari adibite al dragaggio di campi minati, e nel periodo 1950/1954, intraprese la sua carriera in Marina Mercantile, con imbarchi su grandi navi da carico della cosiddetta “Marina Libera”, quali, la “Erminia Mazzella” e “l’Airone” (già Sebastiano Veniero) della società veneziana “Sidarma”, sempre in destinazioni transoceaniche. Ora, consentitemi di menzionare un particolare episodio, che valse ad Antonio, numerosi attestati di merito per il suo attaccamento alle delicate e molteplici funzioni da svolgere sulle navi, anche in situazioni di pericolo, episodio accaduto nel 1956 sulla nave passeggeri “Città di Siracusa” della società Tirrenia in linea regolare fra Napoli – Catania – Siracusa – Malta – Tripoli.

Fregio del berretto rigido per ufficiali della Marina Militare Italiana.

Durante la manovra di partenza da Malta (La Valletta) nel salpare l’ancora di dritta emerse a pelo d’acqua, adagiata sulle marre dell’ancora, una grossa bomba d’aereo inesplosa della Seconda Guerra Mondiale. All’epoca, Malta, si trovava ancora sotto la giurisdizione britannica, per cui intervennero gli artificieri della Royal Navy. L’ufficiale inglese incaricato diede disposizione al comandante della nave, per l’evacuazione dei passeggeri e dell’equipaggio, richiedendo, per disattivare l’ordigno, la presenza a prora di un solo membro dell’equipaggio in grado di manovrare l’argano salpa-ancore. seguendo scrupolosamente le indicazioni degli artificieri operanti su battelli in mare.

Foto con dedica ad Antonio del com.te portaerei USA

Il capitano Cuozzo, allora secondo ufficiale di coperta, si offrì, nonostante fosse compito estremamente pericoloso a causa dell’oscillazione della catena dall’alto della cubia fino all’angolo dove poggiava la bomba, contribuendo, così, al successo dell’operazione di disattivazione e ricevendo vivi elogi dall’ufficiale addetto ed in seguito fu trasmesso dall’Ammiragliato della Royal Navy di Malta un dispaccio indirizzato alla direzione della Società Tirrenia con il riconoscmento per il contributo offerto nell’occasione. Dal 1950 al 1954, Antonio Cuozzo, naviga con destinazioni fuori gli stretti di Gibilterra e di Suez, attraverso gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, con scali in porti dell’America settentrionale, Stati Uniti, Cuba, Brasile, Uruguay, Argentina, Africa meridionale e dell’estremo Oriente, con rientro nel mare Mediterraneo, percorrendo centinaia di migliaia di miglia marine. 

Nave passeggeri “Sicilia”

Dopo aver superato il 30/ 04/ 1954, con ottimi voti. gli esami di legge, Antonio Cuozzo fu nominato capitano di Lungo Corso con autorizzazione a comandare bastimenti nazionali nei due emisferi. In data 19/12/1960, il Ministero Difesa della Marina, concede il nulla osta per l’imbarco anche su navi mercantili battenti bandiere estere e su navi nazionali dirette all’estero. Sempre nel 1954, Antonio partecipa a un difficilissimo concorso pubblico nazionale della società di navigazione Tirrenia, per l’assunzione nel ruolo organico, classificandosi al terzo posto della graduatoria generale, con successivo imbarco sulla nuovissima nave passeggeri ”Sicilia”del Gruppo Regioni, percorrendo la carriera da ufficiale di coperta nei vari livelli, fino al conseguimento del grado di Comandante, fine novembre 1962, anno in cui rinunciò, al pur importante incarico, per iniziare la carriera di pilota nel Porto di Napoli.

Nel 1962, il comandante Antonio Cuozzo, partecipa al concorso pubblico nazionale per aspirante Pilota del porto di Napoli, indetto dal Ministero della Marina Mercantile per esami e titoli conquistando il primo posto nella classifica generale, passando, poi, dopo successivi esami di legge, a Pilota effettivo fino a vice Capo Pilota e il 28/11/1988 Capo dei Piloti del porto di Napoli. Nel corso di oltre trent’anni di pilotaggio, il pilota Cuozzo, affronta numerose avversità, come la tempesta di vento e di mare scatenatasi, per quarantotto ore consecutive, nella notte fra il tre e il quattro e il giorno 5 novembre 1966, con una furia mai vista a memoria d’uomo nel golfo di Napoli.

La tempesta del novembre 1966

La tempesta fu apocalittica, flagellò tutto il litorale e la città, abbattendo alberi, pali e cartelli pubblicitari. La mareggiata, con onde alte oltre venti metri, provocò lo sfondamento della diga Duca d’Aosta con squarcio superiore ai 30 metri.

Corazzata “U.S.S. MISSOURI BB-63

Imbarcazione che trasporta il pilota sulle navi al largo che devono entrare nel porto o uscire dallo stesso, che trasporta (in ogni condizione di tempo) il pilota fino alla biscaglina (scala di corda) della nave, da cui il pilota accede sulla stessa nave e assume il comando delle manovre per condurre la nave in scurezza.

Il mare irruppe con violenza nel porto, causando danni ingenti alle strutture e l’affondamento di natanti, con danni alle navi ormeggiate a causa della violenta risacca. Il nubifragio interessò l’intero centro nord, provocando la famosa inondazione di Firenze. Il lavoro dei piloti valse a salvare numerose navi, fra cui l’incrociatore USA Springield. Il comandante Antonio, durante il peggiore momento della bufera, evitò il sicuro affondamento della nave spagnolaMaria de Covadonga” con una manovra, che i giornali definirono ardita e decisa, che meritò, il personale riconoscimento e gli elogi, del Generale Tanfani, comandante del porto e direttore marittimo della Campania.

Torre dei piloti dove si trovano radar, radio ricetrasmittenti, computer per controllare e soprattutto per guidare le manovre delle navi in arrivo e in uscita dal porto partenopeo

Fra gli altri pilotaggi, eseguiti da mio fratello Antonio, in condizioni meteo avverse, quelli svolti sulla corazzata “U.S.S. MISSOURI BB-63, e in particolare quello della portaerei “U.S.S. AMERICA CV-66, una delle maggiori unità della Marina USA: 330 metri di lunghezza per 130 di larghezza nel dicembre 1991, suscitando l’apprezzamento dell’Ammiraglio e del Comandante USA, il quale volle immortalare l’evento, con una foto con dedica (sopra in copertina).

portaerei “U.S.S. AMERICA CV-66

Similmente complessi, furono i pilotaggi, affrontati da Antonio, di portaerei francesi, di navi militari, di altre nazionalità e della Marina Militare Italiana, fra cui l’incrociatore “Giuseppe Garibaldi” e quelli su navi scuola di altre nazionalità e dell’italiana”Amerigo Vespucci”.

incrociatore “Giuseppe Garibaldi”

Si cita, inoltre, la personale soddisfazione di mio fratello, per il riconoscimento e l’apprezzamento espresso, con lettera dell’Ammiraglio di Squadra Filippo Ruggiero, comandante in capo del Dipartimento Marittimo Militare del basso Tirreno, indirizzata ad Antonio Cuozzo “Capo Pilota del Porto di Napoli”, per l’attività di pilotaggio e assistenza, in occasione della sosta in Porto della “Nave Scuola della Marina Militare Sovietica “ Perekop”.

Pregevole pergamena e medaglia d’Oro, conferita dai colleghi ad Antonio Cuozzo Capo pilota, nell’ultimo giorno di lavoro.

In particolare, sia l’ammiraglio Ruggiero, sia il Comandante dell’unità sovietica, rilevarono la grande professionalità dei piloti durante le manovre di approdo e di uscita dal porto.

Infine, tutti i colleghi Piloti, nell’ultimo giorno di lavoro di Antonio Cuozzo Capo Pilota, avvenuto per raggiunti limiti di età, al compimento dei sessantacinque anni, il 7 agosto 1992, con un affettuoso saluto, gli consegnarono la preziosa “medaglia d’oro” (foto a sinistra) e una pregevole pergamena (foto a destra). esprimente, viva stima, per il trentennale contributo dato al servizio dei traffici portuali con il difficile e complesso compito di Pilota contribuendo con il suo esempio e abnegazione a dare lustro a tutta la categoria.

Nave scuola Amerigo Vespucci

Durante i circa ventitré anni (1984 al 2007) di collaborazione di Antonio Cuozzo da Giornalista corrispondente da Napoli della rivista “Tecnologie e Trasporti Mare”, edita 

Fratelli Antonio e Salvatore

a Genova e diretta dal dottor, Decio Lucano, redasse circa 1500 articoli su eventi marittimi, civili a militari organizzati dall’International Propeller Club e Atena (dei quali è socio). Servizi, inerenti alle annuali assemblee plenarie dei Piloti, che si tengono a Roma con la partecipazione di Ministri, degli alti gradi della Marina Militare dello Stato Maggiore e con l’ammiraglio – ispettore Generale delle Capitanerie.

Il direttore di Tecnologie e Trasporti Mare, dottor Decio Lucano, cosi elogia Antonio: “Ho voluto fra i collaboratori il comandante Antonio per la sua lunga e profonda esperienza e conoscenza professionale, riconosciutegli unanimemente nel campo dello Shipping e in particolare delle problematiche tecniche dei porti e dei trasporti marittimi”.

cacciatorpediniere Francesco Nullo

Vincenzo Ciaravolo ,“Medaglia d’Oro al Valore Militare”, nasce a Torre del Greco (Napoli) in una famiglia di marinai, seguendo le orme dei familiari, divenne marittimo mercantile a bordo del piroscafo Lombardia prendendo parte alla guerra civile spagnola e in seguito nella guerra d’Etiopia.

Vincenzo Ciaravolo

Chiamato alla leva obbligatoria, fu arruolato il 15 dicembre 1939 nella Regia Marina e assegnato di servizio al “cacciatorpediniere Francesco Nullo” (nella foto) operativo nel Mar Rosso, dove il 21 ottobre 1940, presso l’isola di Harmil, il Nullo fu colpito e danneggiato gravemente. Vincenzo Ciaravolo, che svolgeva il compito di attendente del capitano di corvetta Costantino Borsini, all’ordine di questo di evacuare la nave, lo eseguì gettandosi in mare con il resto dei marinai, ma accortosi che il suo capitano era rimasto al posto di comando, risali, di forza sulla nave per assisterlo, affondando poi con lui e rinunciando fino all’ultimo di abbandonare la nave. A causa di ciò, gli fu conferita la “Medaglia d’oro al valor militare”. Al Ciaravolo è intitolata la palazzina di addestramento della M. M. Taranto, la Villa Comunale di Torre del Greco, alcune strade e targa affissa all’ingresso dello stabile del Distaccamento “Quartier Generale Marina Militare Napoli” in Via Santa Lucia.

Salvatore Cuozzo Ciaravolo

 

 

 

 

 

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