La ricetta dei Totani ripieni di patate

La ricetta dei totani ripieni di patate


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Uno dei piatti che non può assolutamente mancare sulle vostre tavole. I totani infatti si “sposano” meravigliosamente con le patate ed io ho rivisitato questa unione a modo mio. Un secondo invitante da provare e gustare in queste prime giornate tiepide, accompagnato da una fresca insalata.

 

Ingredienti


Dose per 4 persone:

  • 1 kg di totani freschi ben puliti (non piccoli)
  • 600kg di patate lesse e schiacciate
  • Olive bianche
  • Prezemolo
  • Basilico
  • Sale
  • Pepe
  • Parmigiano
  • Pangrattato
  • Vino bianco
  • Un filo d’olio extravergine d’oliva

 

Preparazione


Pulire bene i totani. lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle nello schiacciapatate. Aggiungere sale , pepe, un bel trito di prezzemolo e basilico , le olive a pezzetti e parmigiano grattugiato Con questo impasto ben amalgamato riempire le sacche dei totani fermando la chiusura con uno stuzzicadenti. Forare, sempre con uno stuzzicadenti qua e la le sacche riempite. Questo procedimento favorirà la cottura in maniera omogenea impedendo ai totani di “scoppiare”.
Adagiare i totani ed i tentacoli in una padella con un poco di olio appena riscaldato rigirandoli delicatamente e appena inizieranno a colorire versare un bicchiere di vino bianco . Continuare la cottura permettendo al vino di evaporare piano. Spolverare di pan grattato .Aggiungere ora poco per volta un pochino di acqua tiepida per permettere ai totani di completare la cottura che, non deve essere lunga altrimenti i totani si induriranno troppo. Non lasciate asciugare troppo il sugo di cottura. Per impiattare versare un pochino di sugo in ogni piatto, adagiando i totani e decorando con qualche fettina di patata lessa su cui adagerete i tentacoli. Una bella spruzzata di prezzemolo tritato completerà il tutto. Servite accompagnando con una fresca insalata.

Sapevate che…


Da sempre, il prezzemolo  non solo è utile per insaporire le pietanze, ma e’ soprattutto una importante pianta officinale, di facile germogliazione spontanea, e coltivabile anche nel proprio orto. Il periodo migliore per la coltivazione in vaso è maggio/giugno con terreno ricco di sostanze organiche evitando il sottovaso che in caso di eccesso di acqua favorirebbe il ristagno che danneggerebbe inevitabilmente la pianta..E’ una pianta perenne facilmente riconoscibile per le lunghe foglie e, nel periodo di fioritura è caratterizzata da fiori gialli che la rendono  molto decorativa.
Molto diffusa in Italia ma anche in Europa nelle zone temperate era molto famosa nell’antichità, tant’è che presso i greci se ne riconoscevano i benefici per il mal di denti e le malattie renali .I romani. invece oltre ad utilizzarla nelle pietanze la usavano molto per decorare le tavole. Durante l’Impero Romano grande importanza energetica fu attribuita al prezzemolo e si racconta che grandi quantitativi ne ingerivano i gladiatori prima di scendere nell’arena….Ma questa proprietà risulta essere solo pura credenza , frutto ovviamente di fantasia. popolare.
Ritornando alle proprietà benefiche, il prezzemolo agisce in maniera positiva sull’apparato digerente ed in modo particolare aiuta la diuresi. E’ ricco di antiossidanti  ed apporta la vitamina C aiutando così e rinforzando il sistema immunitario..Considerato da alcuni studiosi anche di aiuto contro le malattie tumorali e l’artrosi. Inoltre strofinando le foglie di prezzemolo sulle punture di alcuni insetti se ne allevia notevolmente il dolore.
E grazie a Giuseppe Marotta indimenticabile autore dell’  “Oro di Napoli” nella sua mirabile  descrizione dei  “vermicielle a’vongole”  che lo scrittore esalta il prezzemolo definendolo amabilmente dal gusto “sfuttente” come “sfuttente” come lo sguardo malizioso di certe donne napoletane,”la smicciata” che proprio mentre fissa intensamente qualcuno o qualcosa pare che fugga e si distragga, sguardo che “sfotte” o meglio “sfruculea”provoca, promette e sfida e chi sa se darà ciò che ha promesso” ( tratto da  un commento di Carmine Cimmino)

Smorfia gastronomica – prezzemolo 12

di Patrizia Taglialatela

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