Chi siamo

L’imparziale

Testata telematica registrata al Tribunale di Napoli n. 14 del 10/02/2014

Giornale  imparziale, popolare, di facile lettura



Quindicinale imparziale, popolare, di facile lettura. (Denunce, idee, opinioni, notizie scelte. Approfondimenti e informazioni non strettamente legati all’attualità).

Sede redazione: Via galileo Galilei, 6 – 80144 – Napoli

Telefono,  fax 081.46.13.248.  Cellulare: 366.231.02.33. Email redazione@imparziale.com

PEC: imparziale@pec.it

Linea Editoriale



“Il buon giornalista è imparziale. Racconta il malfatto e l’eventuale benfatto di tutti a prescindere da idee politiche e religiose proprie e altrui”.

Imparziale significa essere in buona fede, ossia niente partito preso, né faziosità, né partigianeria. Pertanto imparzialità e buona fede sono inscindibili. Allo stesso modo inscindibili sono parzialità e cattiva fede.
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“Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire”. (George Orwell)
Saremo, come detto, imparziali. Racconteremo e criticheremo mai per partito preso, né con faziosità, né con partigianeria. Mai pregiudizi idioti o strumentali. Lo faremo senza guardare in faccia nessuno come conviene a giornalisti con la cosiddetta schiena dritta mai genuflessi a chicchessia come insegnano veri maestri di giornalismo. Saremo democratici, umanitari e/o cristiani, pacifici, avversi a ogni forma violenza, razzismo e ingiustizia.
“Se non potete eliminare l’ingiustizia, almeno raccontatela a tutti” (Alì Shariati.)
Saremo il fiato sul collo degli amministratori, il loro cane da guardia come ama dire Marco Travaglio. Useremo un linguaggio semplice, comprensibile anche da chi sappia leggere appena.
Lo faremo ricordando Montanelli: “La differenza fra chi scrive per i suoi lettori e chi scrive per altri si nota subito”. Il primo parla chiaro e lo capiscono tutti, il secondo parla in codice e lo capisce solo che lo deve capire”.
Lo faremo ricordando altresì Benedetto Croce: “Ogni mattina il buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno”.
Lo faremo con i nostri modesti mezzi economici, conoscenze, esperienze, ma dietro esempi, insegnamenti e il conforto di giornalisti veri.
Consapevoli delle difficoltà che incontreremo, iniziamo quest’avventura in sorta di rodaggio con carattere prevalentemente locale, periodicità quindicinale e con l’intento di essere oltre che imparziali, alternativi, mai banali, né omologati dando per questo voce e credito a quanti in ogni campo propongono professionalità utili al progresso civile, culturale ed economico di Napoli e provincia, della Campania, dell’Italia e possibilmente oltre, scevri da parzialità, razzismo, oscurantismi e dilettantismi in ambito artistico, culturale, politico deleteri per i destini della nostra città, dell’Italia e oltre.

Messaggio per giornalisti tesserati, praticanti e collaboratori



Quanti collaborano oggi o in futuro per questo giornale, dichiarano di scrivere a titolo volontario e gratuito, di condividere la linea editoriale sopra detta, di farlo per passione del giornalismo, allo scopo di provare a migliorare i tristi destini di Napoli, provincia e di un’Italia che a distanza di 163 anni dall’Unità è ancora incompiuta/divisa etnicamente, morfologicamente, culturalmente e linguisticamente e civilmente.

Eventuali introiti serviranno per il recupero delle somme investite per stampa e divulgazione del giornale. Cambiamenti in prospettiva al riguardo saranno discussi ed eventualmente decisi unicamente dall’editore/ direttore responsabile oppure di concerto con i membri della redazione ma qualora essa divenga “Società di fatto” o meglio legale “Società collettiva” o simile. Nota. Le società di fatto sono regolate dalla dottrina e dalla giurisprudenza secondo i principi generali in materia di società. La società di fatto – come ogni altra società – deve avere uno scopo lucrativo, trovare la sua causa nello svolgimento di un’attività economica e caratterizzarsi per la disponibilità di risorse economiche materiali e immateriali apportate dai soci in forza di un contratto di società.

Detto ciò il sottoscritto direttore responsabile ripete di aver creato questo giornale, non per motivi di lucro, ma unicamente per amore di Napoli, dell’Italia, della stampa libera. L’ha fatto con grossi sacrifici economici e gran fatica lavorativa. E’ stata ovviamente scelta personale che non intende far pesare su alcuno. In compendio, non considero questo giornale solo mio, ma di quanti collaboreranno in redazione. Parafrasando Beppe Grillo mi piacerebbe dire e realizzare “Uno vale Uno”, ma questo dipenderà da tutti.

L’editore e direttore responsabile

Salvatore Cuozzo